Sto cominciando a pensare che il governo italiano dovrebbe semplicemente rinunciare a legiferare su internet, o meglio dovrebbe essere loro proibito.
A me era bastato il geniale emendamento D'Alia al pacchetto sicurezza, che fornisce al governo (si all'esecutivo) il potere, per reati d'opinione, di disporre l'oscuramento dell'intero sito che contiene il materiale. Il tutto senza nemmeno un ordine da parte dell'autorità giudiziaria.
Con oscuramento si intende che viene vietato ai vostri provider di permettervi di raggiungere il sito, e con l'intero sito intendo che se un cinno di 15 anni picchia un bambino, si fa le foto, poi racconta e pubblica le foto sul suo blog qui su Blogger, viene oscurato tutto Blogger, incluso il mio blog, quello di Pesce, quello di Pinin, quello di Francesco B. quelli della Volpe etc. etc.
La cosa fantastica è che non c'è spazio a fraintendimenti, lo dice lo stesso D'Alia in un'intervista concessa all'espresso, che Grillo riporta insieme ad alcuni commenti un po' sopra le righe ma tutto sommato appropriati qui.
Credo che a riguardo bastino i commenti del responsabile per i rapporti con le istituzioni di Google Italia, che trovate qui.
A me questo era bastato, ma ora arriva, perdendo l'ennesima ottima occasione per tacere, l'onorevole Carlucci! Ha pensato di non aver fatto una figura abbastanza meschina quando ha insultato il direttore del CNR, per poi farsi mettere a tacere da un premio nobel per la fisica, e quindi ha deciso che sarebbe stato meglio rincarare la dose.
Ha proposto un disegno di legge che rende illegale l'anonimato in rete.
Il commento a caldo di un amico è stato che le leggi le disegna perché non sa scrivere.
E in effetti pare vero, ne leggere ne scrivere.
Replica alle prime indiscrezioni sul ddl dicendo che esso è ispirato dalla volontà di lotta alla pedofilia.
Quindi pubblica la bozza sul suo blog. In formato .doc.
Già non fate nessuna fatica a vedermi incazzato mentre sbraito che non è possibile che il dialogo con i nostri rappresentanti sia mediato da Microsoft. Quindi leggo, che nelle proprietà del file doc, sotto le voci "autore" e "azienda" ci sono Davide Rossi e Univideo. E mi cascano le palle (perdonate il francesismo).
Cioè la Carlucci vuol presentare in parlamento un disegno di legge su internet scritto dal presidente dell'Unione Italiana Editoria Audiovisiva.
Un disegno di legge che prevede anche l'istituzione di un "Comitato per la tutela della legalità nella rete Internet" di 9 membri di cui 2 nominati da confindustria (di cui fa parte Univideo) e 1 nominato direttamente dalla SIAE.
Fantastico.
Trovate qui qualche commento pertinente.
A questa gente andrebbe proibito di legiferare su internet.
QED
EDIT:
Mi segnalano in un commento (nel commento) questo post geniale, sempre dal blog della Carlucci, in cui cerca di sostenere con argomentazioni di una fallacia che sfiora il ridicolo che il download illegale di materiale da internet costa ben più dell'acquisto legale degli stessi contenuti. Al di là della questione della pirateria, e tutti sapete quanto mi piaccia poco la pirateria, trovo che sia incredibile la faccia tosta con cui questa donna si lancia a predicare il palesemente falso pensando forse di parlare a dei babbuini.
Trovo sia anche illuminante nel mostrare come la pirateria sia una delle prime preoccupazioni della Carlucci, e non solo la pedofilia.
Ricordo a tutti come la pedofilia sia da sempre una delle scuse più gettonate per sparare sugli ambienti ricchi di pirati come nell'abbattimento dei primi server Razorback.
È il tipico cinismo da marketing da politicante: se non sei per rovinare la vita a chi fa pirateria sei con i pedofili, come qualche anno fa dicevano che se non eri contro i sindacati eri con le brigate rosse che avevano ucciso Marco Biagi. Ossia ti ricattano con le disgrazie altrui. Fanno davvero schifo.
venerdì 13 marzo 2009
Internet e legiferazione
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2 commenti:
http://www.gabriellacarlucci.it/2008/12/19/i-pirati-informatici-spendono-di-piu/
non credo servano commenti
lol
Al di là della questione della pirateria, e tutti sapete quanto mi piaccia poco la pirateria, trovo che sia incredibile la faccia tosta con cui questa donna si lancia a predicare il palesemente falso pensando forse di parlare a dei babbuini.
Trovo sia anche illuminante nel mostrare come la pirateria sia una delle prime preoccupazioni della Carlucci, e non solo la pedofilia.
Ricordo a tutti come la pedofilia sia da sempre una delle scuse più gettonate per sparare sugli ambienti ricchi di pirati come nell'abbattimento dei primi server Razorback.
È il tipico cinismo da marketing da politicante: se non sei per rovinare la vita a chi fa pirateria sei con i pedofili, come qualche anno fa dicevano che se non eri contro i sindacati eri con le brigate rosse che avevano ucciso Marco Biagi. Ossia ti ricattano con le disgrazie altrui. Fanno davvero schifo.
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