Premessa: non esiste nulla nella legislazione italiana che obblighi a tenere un crocifisso nelle classi. Se volete i riferimenti andateveli a trovare sul sito dell'UAAR.
Premessa seconda: Un questione del genere andrebbe trattata in un volume di 200 pagine, per brevità ne scriverò qualcuna in meno, a rassegnatevi al fatto che sia un po' approssimativo, al massimo vi rispondo sui punti dolenti...
Ho visto metà dei miei contatti iscriversi sull'odiato Faccialibro a gruppi che avrebbero la pretesa di schierarsi a difesa del crocifisso nelle aule.
Quanto ho da dire sull'argomento è davvero troppo per poterlo costringere la dentro. Dunque scrivo qui.
Credo di non aver sentito una sola argomentazione all'altezza della situazione. Negli ultimi 5 anni. Non da personaggi pubblici almeno.
La cosa triste è che per una volta nemmeno la maggior parte della gente che conosco, rispetto e stimo, ha centrato il problema (forse un paio, non di più).
Il pollaio che se ne sta facendo è in effetti enorme, ma sopporto la cosa, perchè si sta discutendo di un problema enorme: il ruolo della religione in uno stato che si suppone laico.
Il punto è che non vedo alcuna ragione per cui lo stato deve imporre la presenza del crocifisso in classe, se si continua ad affermare che la religione Cattolica non è la religione di stato.
Le argomentazioni principali sono:
- Noi non possiamo abbandonare le nostre abitudini per colpa degli immigrati (???!!???)
- L'Italia è uno stato a maggioranza cattolica
- Il crocifisso è simbolo della nostra cultura
- Gli atei sono cattivi e gli lasciamo togliere i crocifissi non potremo più nemmeno dire in giro che siamo credenti, e verrà l'apocalisse
- È una tradizione quindi va mantenuta
1) Non sono convinto che questo meriti di essere discusso, in quanto argomento tipicamente leghista, e se qualcuno sposato sul Po con rito celtico si erge a difensore della cristianità tanto per solleticare la paura del diverso, credo non valga la pena di ascoltarlo. Tanto per inciso, il problema non sono gli immigrati, il problema è come vivere negli stessi spazi se abbiamo convinzioni profondamente diverse sul mondo.
2) Considerare sosteniglile un posizione del genere significherebbe affermare il principio per cui chi vince le elezioni in un comune può attaccare la bandiera del proprio partito sul municipio. Punto.
3) È un simbolo della nostra cultura? Non è certo il solo! Qui non si sta discutendo della possibilità di avere un crocifisso opzionalmente appeso in classe perché in effetti, come si ricorda citando a sproposito Benedetto (nomen omen) Croce "Non possiamo non dirci cristiani".
L'argomentazione del simbolo culturale sarebbe sostenibile se fosse uno dei simboli, se noi avessimo appesi, su 6 classi, 3 crocifissi ma anche un doriforo, un uomo vitruviano, una copertina del Saggiatore. Forse la nostra cultura è solo cristiana e non deve nulla alla classicità ne alla scienza o al marxismo? (si osservi che non sto affermando che la scienza sia in contrasto con la religione)
La maggior parte dei sostenitori del crocifisso non chiede di poter appendere una croce in classe ma sta a pieni polmoni dicendo che la croce deve esserci.
4) Il timore del razzismo è quasi fondato considerato che la maggior parte della gente non riesce a non odiare chi è diverso da loro, la maggior parte degli atei sono anticattolici. Esattamente come la stragrande maggioranza dei cattolici odia gli atei. Io sono agnostico quindi probabilmente sto sulle scatole a tutti, ma con scarso trasporto :P
La questione è che la politica dovrebbe essere praticata nel tentativo di riuscire a convivere nel modo migliore possibile, e cercando di odiarsi il minimo necessario. E sostenere che contro i non credenti non si fanno prigionieri non guadagnerà a nessuno il loro rispetto e la loro stima.
5) Dire invece che va tenuto per abitudine tradizione, non entrando nemmeno del merito del suo valore, equivale a sostenere la tesi leghista di cui sopra, ma senza la xenofobia (in effetti è un passo avanti). Però si colloca tra la pigrizia di non voler mettere in discussione nulla di ciò che si conosce, e la tendenza di alcuni "ben poco credenti" a considerare l'essere quasi-cattolici come la tassa da pagare per dirsi italiani (e pensare che sia giusto così).
Il fronte dei contrari è composto per lo più da gente che crede che la religione sia un residuo medievale/oppio dei popoli/etc. etc. e che tutti abbiano il diritto di pregare, ma facendolo in casa propria, e vergognandosene. Si veda ad esempio il modello francese che proibisce anche l'esposizione di qualunque evidente simbolo religioso sulla persona all'interno delle scuole.
Io credo che se il nostro stato vuole dirsi Laico non può, come tenta di fare lanciando il sasso e nascondendo la mano (circolari del ministro Moratti), imporre la presenza del crocifisso in aula. Trovo inammissibile l'istituzionalizzazione del simbolo, non il simbolo stesso. Il motivo per cui non ci sono mai stati problemi in passato è che la sua presenza era una tradizione ben radicata nell'uso ma non imposta per legge.
Trovo inammissibile l'istituzionalizzazione del simbolo, non il simbolo stesso.
L'ho ripetuto una seconda volta, per sicurezza...
Non ho paura dei crocifissi e non mi danno alcun fastidio, credo nella libertà di espressione e religione, e credo che la gente abbia tutto il diritto di mostrare con orgoglio la religione a cui appartiene. Non voglio respingere la religione lontano dalla vita pubblica. Mi ripugna l'idea di proibire la presenza del crocifisso in classe, ma sono arrivato a pensare che sia la cosa più semplice.
In linea di principio credo che se una classe di 17enni, vuole appendersi un crocifisso in aula, e sono in accordo sul farlo, dovrebbe poterlo fare. Basterebbe un po' di buon senso. Il problema di questo modello è che ho una vocina nella mia testa che mi dice che a scommettere sul buon senso della gente si va sempre a perdere. Immaginate cosa accadrebbe se la presenza del simbolo dovesse venire discussa in un consiglio di classe delle elementari dai genitori? L'apocalisse! Se non siete d'accordo su questo non sapete cos'è un consiglio di classe!
Probabilmente proibirne l'esposizione sarebbe la cosa, per quanto ripugnante, più pratica.
Poi che una sentenza europea proibisca di tenerlo mi pare in effetti quasi ridicolo. Specialmente considerando che, come mi fa notare la Volpe, in Irlanda l'aborto è ancora reato direi che non è il caso che la menino a noi con il crocifisso. Che situazione surreale.
Il governo ha fatto ricorso. Non credo avranno successo, ma la sentenza farà la fine di quella sulle frequenze di Rete4 (cioè resterà lettera morta) e ci troveremo atei incazzati a fare ricorsi a destra e a manca perché in effetti a quel punto avranno ragione loro. Il crocifisso in classe verrà reso obbligatorio.
Come al solito non sono particolarmente soddisfatto di come ho argomentato, ma spero almeno di aver dato un'opinione meno banale della maggioranza di quelle che si sentono per TV. Dato che mi trovo meglio con il dialogo, siete pregati di farmi sapere se non siete s'accordo.
I commenti sono li apposta.


