domenica 5 luglio 2009

Un sabato sera un po' alternativo

Ieri sera Notte Rosa.


In settimana ci si era organizzati con alcuni amici per andare alla notte rosa in Riviera a fare un po' di baracca.


Due macchine in viaggio ad orari diversi per starci tutti, e assecondare tutte le esigenze, il piano di trovarsi sul posto a Rimini e di passare una serata che ci facesse sentire un po' meno vecchi del solito.


Tra tutti gli eventi c'era però qualcosa che aveva attirato la mia attenzione: il concerto ad ingresso libero di Battiato.


Visto che la sua musica mi piace molto e mi sarei trovato a pochi chilometri di distanza, sarebbe stato un peccato non approfittare dell'occasione.


Il concerto iniziava a Riccione alle 21:00, i miei amici volevano passare la serata a Rimini e iniziare a raccogliere le canne intorno alle 3 di notte.


Dopo aver cercato su internet e aver telefonato all'ufficio turistico di Riccione ho appurato che c'era unb servizio bus che serviva tutto il lungomare Riccione - Rimini con corse ogni 10 minuti.


Premesso ciò, quando sono arrivato a Riccione portato direttamente in auto, il piano era questo:


  • Trovare il piazzale Roma sede del concerto

  • Rimediare una piadina

  • 21:00 concerto

  • 23:00 circa, fine del concerto stimata (da me) ricerca di una fermata del bus

  • 23:30 salgo sul bus

  • 24:00 massimo sono a Rimini e cerco gli altri


Quella che è stata la mia serata:


20:30 trovo il piazzale dopo aver camminato una mezz'ora e aver chiesto un po' in giro (mi avevano scaricato all'altezza del bagno 125, il concerto era vicino al 90). Mi metto in fila dal primo piadinaro che trovo.


21:00 Dopo mezz'ora di coda io e un paio di amici di K incontrati nel frattempo, ci sentiamo dire che servono solo la gente ai tavoli perchè c'è troppa gente e quello è l'unico modo in cui possono tenere un ritmo sostenibile. Se me l'avessero detto mezz'ora prima non li avrei odiati tanto. Il concerto non sta inizando, cerchiamo un posto in cui sperare di mangiar qualcosa. Vanamente. Ovunque ci dicono che non se ne parla di mangiare prima di un paio d'ore. Ci rinuncio, saluto i ragazzi e vado al concerto. A stomaco vuoto, tanto non avevo davvero fame. E quell'uva era anche acerba. Sono le 21:15.


21:30 Il concerto inizia. Noto che non hanno badato a spese. La qualità audio è ottima e il gruppo comprendeva 3 violini, un violoncello, chitarra piano e sintetizzatore. Gradevoli effetti di colore sullo sfonde grazie ad un sistema di pannelli posti dietro i muscisti che potevano essere illuminati indipendetemente dal telone di sfondo per aumentare l'atmosfera. Scaletta piena di pezzi classici, ha aperto con un pezzo d'annata come "No Time No Space" e proposto un paio di canzoni dall'ultimo disco, "La quiete dopo un addio" da Ferro Battuto, "Tra sesso e castità" da dieci stratagemmi, "La canzone dei vecchi amanti" da Fleurs e tutto il resto classici (naturalmente non in quest'ordine). "Un'altra vita", "La stagione dell'amore", "Summer on a Solitary Beach", "La cura", "I treni di Tozeur", "Povera patria", "Lode all'inviolato", "Prospettiva Nevski", "Voglio vederti ballare", "E ti vengo a cercare", "L'era del cinghiale bianco", "L'animale", "Caffè de la Paix", "Gli uccelli" sono tutte quelle che ricordo. Le segno qui a futura memoria. Splendido. Simpatica la comparsata di Manlio Sgalambro che ha letto una poesia sull'amicizia, quindi cantato la "Canzone della galassia" versione italiana di una canzone dei Monty Python da "The meaning of life". Alla fine del bis, Franco ha invitato il gruppo a fare l'accompagnamento mentre lui intonando 'cerco un centro' lanciava il pubblico nel coro del ritornello della nota canzone, probabilmente il suo modo di dirci che non l'avrebbe cantata, tanto la sapevamo meglio di lui.


23:15 la comparsa sul palco, insieme a Battiato, dell'assessore che passa ad imbrodarsi chiarisce a tutti che è il momento di scappare. Mi rendo conto che c'è veramente un sacco di gente, impiego 10 minuti per uscire dalla folla.


23:25 Il piadinaro di prima è ancora gremito. Cerco un posto in cui mangiare seguendo il percorso del famigerato bus 11, quello che avrebbe dovuto portarmi a Rimini. Prima o poi ne troverò uno!


23:45 Trovo una piadineria con una coda affrontabile a 50 metri da una fermata. Ottimo. Dopo 5 minuti ordino, in un altro quarto d'ora ho le piade in mano.


0:15 Mi piazzo alla fermata dell'autobus dopo aver sbranato le 2 piade e tracannato un litro di naturale.


0:30 Vedo passare il primo bus. Nell'altra direzione.


1:00 I bus nell'altra direzione passano ogni 6 - 8 minuti circa, e finalmente ne passa anche uno nella direzione giusta, quella verso Rimini. Meno male che dovevano passare ogni 10 minuti. L'autobus non ferma, è troppo pieno.


1:20 Credo di aver ceduto al quarto o quinto autobus che non fermava. Cominciavo ad essere incazzato con i servizi pubblici, e decisamente spazientito. Oltre un'ora per un bus che dovrebbe passare ogni 10 minuti, e nessuna garanzia di poterne prendere uno dopo erano più di quanto potessi tollerare. Decido di andare a Rimini di corsa.


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Come potete notare dalla mappa il viaggetto è stato lunghino. Google mappe mi da una previsione di 1 h e 45 min a piedi, io ho impiegato ben 1 h 10 min, anche a causa del fatto che percorrere il lungomare nella zona dei bagni/discoteca di Riccione significava farsi largo in mezzo ad una folla esagerata, con performance a limite del parkour pur di guadagnare un po' di velocità.



2:30 Raggiungo i miei amici presso il "Barrumba", locale con musica da incatenamento, ma gin lemon a 5€, recupero l'unico sano del gruppo (per fortuna l'autista) e mi faccio accompagnare in un Bar vicino per bere un sorso d'acqua. Racconto brevemente la mia piccola avventura al mio compare e bevo 1,5l d'acqua naturale. In 5 minuti.



2:45 Andiamo in cerca degli altri due disgraziati, ormai a quota 2 gin lemon e 1l di birra, e scopriamo telefonandogli che senza prendersi il disturbo di avvisarci si sono spostati in un locale poco lontano, seguendo il suono di "Chop Suey" dei "System of a Down"



3:00 Li troviamo e li salutiamo, due parole veloci e i due decidono di "fare un giro di perlustrazione". Poi tornano, dicono.



3:20 Decidiamo di farci un giro in mezzo alla folla per trovarli, dato che comincia ad esser ora di preder la via del ritorno. Scopro che nessuno aveva detto loro che dovevamo tornare intorno alle 3. Un pirla che spingeva un carrellino con sopra un frigo pieno di ghiaccio e Heineken con relativo generatore , massa stimata a occhio oltre 150 Kg, mi passa su un piede. Ho fatto 10 km di corsa e mi faccio male stando fermo in piedi in una discoteca all'aperto. Il colmo. Scopriamo che gli altri sono tornati nell'altro locale.



3:40 Informiamo i discotecari che è ora di andare. Ci implorano di dargli altri 10 minuti. Noi sobri decidiamo di andare a prendere l'auto e passarli a prendere li davanti.



3:50 Scoppia un temporale violentissimo, e a 200m dall'auto siamo costretti a rifugiarci sotto la tettoia di una pizzeria. Commentiamo con il pizzaiolo la stupidità dei truzzi che palesemente ubriachi marci passano per strada fiondati su vecchie grazielle con ruotine liscie. Il modo giusto di uccidersi, farlo in entrata di una rotonda. Infatti in 2 riescono a buttarsi sotto una macchina. Mi faccio fare una birra piccola, primo alcolico della serata.



4:45 La pioggia è ormai affrontabile, riesco a convincere l'autista, che sembrava convinto di essere idrosolubile, ad uscire dalla tettoia per andare all'auto. Nonostante i messaggi in cui li informavamo di quel che stavamo facendo, i 2 ragazzi rimasti in discoteca ci telefonano preoccupati, convinti che li abbiamo abbandonati li



5:00 Recuperiamo al Barrumba, i 2 disgraziati, che salgono in macchina e si mettono a cantare latrare a squarciagola canzoni degli 883. Prendiamo la via del ritorno. Alle 7:45 varco la soglia di casa.



Quanto accaduto dopo che ho raggiunto i miei amici è assoluta normalità per molta gente, a parte il temporalone, ma dovete ammettere che andare ad un concerto di Battiato per la Notte Rosa da solo per poi farsi 10 km di corsa non è cosa che capiti tutte le settimane.

martedì 19 maggio 2009

Pioggia battente

Stasera sono arrivato a casa poco dopo le 22, come al solito dopo la palestra, sotto una pioggia battente.

La pioggia era iniziata mentre ero per strada, e le grosse gocce cadevano rumorosamente sul tettuccio dell'auto.

Mi sono messo davanti al garage e ho aperto la portiera per scendere, quando una folata improvvisa l'ha spalancata di colpo, bagnando completamente l'inteno della portiera e tutti i miei CD. L'ho richiusa sbattendola per inizare a sentire sul tetto il ticchettìo della grandine.

La grandine è iniziata davvero pochi secondi dopo che sono entrato nel cortile. Nella mia ignoranza, non so capire se una grandinata possa peggiorare, e non so nemmeno se ci si riesca.

Per paura di essere centrato da un ipotetico cubetto di ghiaccio grosso come un panettone mi sono infilato in un altro garage, aperto e vuoto, sempre all'interno del mio stesso cortile.

Aspettando pazientemente la fine del temporale sentivo di quando in quando una folata di vento che mandava una mitragliata di pezzetti di ghiaccio contro il portone in metallo.

Poi ha lentamente smesso, e, spostata la Panda nel garage giusto, alle 22:40 sono finalmente riuscito a sedermi davanti ad una cena riscaldata.

venerdì 17 aprile 2009

Coco Pops

A volte tendo a puntarmi
Ora, ammetto che devo essere davvero antipatico per fare un post dedicato ad una cosa del genere, ma tanto per ribadire la bontà della mia memoria, ho controllato grazie al magico Google immagini cosa fossero effettivamente i "Coco Pops" della Kellog's.
E come dicevo a giusta ragione io, si tratta di chicchi di riso soffiato al cioccolato, altro che palline di cereali. E ho le immagini per dimostrarlo.

giovedì 16 aprile 2009

Sdrammatizzando e analizzando.

Wow.

Il post di ieri sera mi è davvero riuscito un po' tragico.

Mi trovavo in uno di quei momenti serali in cui, complice la forte stanchezza, le cose sembrano grandi il doppio di quello che sono. Lo scrivere sul blog mi sembrava uno sfogo (in effetti ha funzionato). Però dovrei prendere l'abitudine di rileggere quello che scrivo prima di pubblicarlo.

Visto che tagliarmi o capelli prima o poi dovrò, questo è il momento adatto per una serie di motivi (per chi se lo stesse chiedendo, la serie converge assolutamente).

Però è vero che in questo momento ho poca fiducia nel futuro, e il cambiamento mi mette un po' in crisi. Dovrò cambiare l'immagine mentale che ho di me stesso, e questo mi disturbava.

Inoltre credo di essere trasandato per risparmiarmi di dover affrontare il modo in cui il mio aspetto influenza le mie relazioni con il prossimo, e ogni decisione che riguarda il mio aspetto rappresenta un sforzo. Anche questo è sulla mia lista delle cose da risolvere, un po' per volta.

Ieri sera continuavo a pensare che era l'ultima sera che avrei passato con i capelli lunghi, e la cosa mi ha messo un po' in crisi, ed ero molto stanco, il che ha fatto venir meno quei sistemi di emergenza che da qualche parte nella nostra mente si occupando di farci presente che stiamo partendo per la tangente.

È evidente che non potrò andare avanti così in eterno (parlo sia dei capelli che del mio atteggiamento) ed è in effetti il caso di darci un taglio.

Il problema è decisamente non sulla testa, ma nella testa.

Inoltre trovo che anche tutto questo post risulti un po' inconcludente, ma che ci volete fare...

mercoledì 15 aprile 2009

Darci un Taglio

Se la parrucchiera ha tempo, domani vado a tagliarmi i capelli. Corti.

In questo momento sono addirittura teso, come non lo ero dalla discussione della mia tesi, forse addirittura di più.

L'ultima volta che mi sono tagliato i capelli corti è stato il 1 luglio 2005, un venerdì. Il giorno dopo c'era l'orale della maturità, e così questa criniera leonina ha visto tutto il mio percorso verso la laurea triennale, guadagnata quasi 4 mesi fa. Così come ha visto, ancora appena nascente, la travolgente estate 2005, che potrei quasi definire l'ultima vera estate della mia adolescenza.

Si tratta di un cambiamento forte per l'immagine che vedo tutti i giorni allo specchio, e come tutti i cambiamenti drastici mi fa un po' paura, con la sfiducia che ho ora nel futuro poi tendo ad affezionarmi alla routine in maniera malsana.

Chissà cosa nasconde il futuro.

È la fine di un'era...

venerdì 13 marzo 2009

Internet e legiferazione

Sto cominciando a pensare che il governo italiano dovrebbe semplicemente rinunciare a legiferare su internet, o meglio dovrebbe essere loro proibito.

A me era bastato il geniale emendamento D'Alia al pacchetto sicurezza, che fornisce al governo (si all'esecutivo) il potere, per reati d'opinione, di disporre l'oscuramento dell'intero sito che contiene il materiale. Il tutto senza nemmeno un ordine da parte dell'autorità giudiziaria.

Con oscuramento si intende che viene vietato ai vostri provider di permettervi di raggiungere il sito, e con l'intero sito intendo che se un cinno di 15 anni picchia un bambino, si fa le foto, poi racconta e pubblica le foto sul suo blog qui su Blogger, viene oscurato tutto Blogger, incluso il mio blog, quello di Pesce, quello di Pinin, quello di Francesco B. quelli della Volpe etc. etc.

La cosa fantastica è che non c'è spazio a fraintendimenti, lo dice lo stesso D'Alia in un'intervista concessa all'espresso, che Grillo riporta insieme ad alcuni commenti un po' sopra le righe ma tutto sommato appropriati qui.

Credo che a riguardo bastino i commenti del responsabile per i rapporti con le istituzioni di Google Italia, che trovate qui.

A me questo era bastato, ma ora arriva, perdendo l'ennesima ottima occasione per tacere, l'onorevole Carlucci! Ha pensato di non aver fatto una figura abbastanza meschina quando ha insultato il direttore del CNR, per poi farsi mettere a tacere da un premio nobel per la fisica, e quindi ha deciso che sarebbe stato meglio rincarare la dose.

Ha proposto un disegno di legge che rende illegale l'anonimato in rete.
Il commento a caldo di un amico è stato che le leggi le disegna perché non sa scrivere.
E in effetti pare vero, ne leggere ne scrivere.
Replica alle prime indiscrezioni sul ddl dicendo che esso è ispirato dalla volontà di lotta alla pedofilia.
Quindi pubblica la bozza sul suo blog. In formato .doc.
Già non fate nessuna fatica a vedermi incazzato mentre sbraito che non è possibile che il dialogo con i nostri rappresentanti sia mediato da Microsoft. Quindi leggo, che nelle proprietà del file doc, sotto le voci "autore" e "azienda" ci sono Davide Rossi e Univideo. E mi cascano le palle (perdonate il francesismo).

Cioè la Carlucci vuol presentare in parlamento un disegno di legge su internet scritto dal presidente dell'Unione Italiana Editoria Audiovisiva.

Un disegno di legge che prevede anche l'istituzione di un "Comitato per la tutela della legalità nella rete Internet" di 9 membri di cui 2 nominati da confindustria (di cui fa parte Univideo) e 1 nominato direttamente dalla SIAE.

Fantastico.

Trovate qui qualche commento pertinente.

A questa gente andrebbe proibito di legiferare su internet.

QED

EDIT:
Mi segnalano in un commento (nel commento) questo post geniale, sempre dal blog della Carlucci, in cui cerca di sostenere con argomentazioni di una fallacia che sfiora il ridicolo che il download illegale di materiale da internet costa ben più dell'acquisto legale degli stessi contenuti. Al di là della questione della pirateria, e tutti sapete quanto mi piaccia poco la pirateria, trovo che sia incredibile la faccia tosta con cui questa donna si lancia a predicare il palesemente falso pensando forse di parlare a dei babbuini.
Trovo sia anche illuminante nel mostrare come la pirateria sia una delle prime preoccupazioni della Carlucci, e non solo la pedofilia.
Ricordo a tutti come la pedofilia sia da sempre una delle scuse più gettonate per sparare sugli ambienti ricchi di pirati come nell'abbattimento dei primi server Razorback.
È il tipico cinismo da marketing da politicante: se non sei per rovinare la vita a chi fa pirateria sei con i pedofili, come qualche anno fa dicevano che se non eri contro i sindacati eri con le brigate rosse che avevano ucciso Marco Biagi. Ossia ti ricattano con le disgrazie altrui. Fanno davvero schifo.

venerdì 6 febbraio 2009

Quando è inutile tacere

Mi sono appena reso conto di essere un colossale cretino.
Sostengo spesso quanto sia importante comunicare e non tenersi dentro quello che proviamo per gli altri.

Ma tendo a comunicare con le persone (fin troppo abbondantemente, tra l'altro) solo quando si presenta un'occasione d'incontro. L'incontro può essere fisico ma non per forza, anche vedere la persona online con la messaggistica istantanea può costituire un'occasione adatta. Posso anche pensare a una persona una volta al giorno, ma se non se ne presenta l'occasione non la cago pari.

Così finisco per trascurare persone che in realtà lontana dai miei pensieri non lo sono affatto. Io stesso tendo a considerare una misura dell'attaccamento che una persona ha per me la frequenza con cui cerca. Quindi fallisco nel rispettare i criteri che io stesso applico agli altri. Ottimo!

Possano costoro perdonare la mia superficialità.

P.S.: Che questo mi qualifichi come incagabile invisibile????