mercoledì 27 ottobre 2010

Ricadute

Questa è una notizia assai caruccia tanto per i fisici, quanto per i medici (e di conseguenza, per tutti i pazienti):


abbiamo finalmente una sorgente di raggi X coerenti "da tavolo", grazie al lavoro congiunto di ricercatori Inglesi, Statunitensi e Portoghesi.

Qui trovate un articolo divulgativo (Le Scienze), e qui il link all'articolo scientifico.
A cosa servono i raggi X coerenti? Sono uno dei giocattoli preferiti di noi fisici della materia, utile per studiare le strutture microscopiche, le caratteristiche elettroniche e magnetiche dei materiali, ma si impiega anche massicciamente nella cristallografia a raggi X, quindi biologia e, direi, ricerca farmaceutica.

Fino qui i medici avranno trovato la cosa piuttosto noiosa...

Il punto è che finché produciamo questo tipo di radiazione nei sincrotroni, macchine da ricerca delle dimensioni di Albareto, le loro caratteristiche sono al di fuori della portata degli impieghi sanitari.

Radiografia di un piede con metodo convenzionale (2a), o con Diffraction Enhanced Imaging (DEI) (b).

La riduzione delle dimensioni è un passo fondamentale per portare al servizio dei pazienti tecniche innovative di radiografia, che permettono i risultati qui sopra (l'immagine viene da qui), su cui si fa ricerca da un po'.

Migliorare la definizione delle radiografie di 100 volte, somministrando un decimo delle radiazioni.

Non male non trovate?

giovedì 15 aprile 2010

TED

Nel rischio che alcuni di voi non lo conoscessero segnalo che i "talk" della prestigiosa conferenza TED sono disponibili online.


TED è una conferenza annuale che si svolge in California coinvolgendo nomi eccellenti che vengono a dare un breve "talk" (davvero non mi viene in mente come tradurlo) su argomenti di loro competenza. Gli argomenti del TED erano in principio Technology Entertainment e Design, tuttavia nel tempo si sono ampliati dalla musica alla fame nel mondo, dalla medicina all'ecologia, dalla lotta contro la corruzione al viaggio.


La cosa che accomuna tutti gli interventi è l'essere portati da persone eccellenti ed all'avanguardia nel proprio campo, oltre all'essere bravi nel presentare quello che hanno da dire. Naturalmente la lingua in cui vengono tenuti tutti gli interventi è l'inglese, ma anche per questo c'è una soluzione. L'organizzazione che gestisce il tutto è abbastanza aperta e inclusiva del modo di pensare, da permettere agli utenti di tradurre i talk, e utilizza sul sito le traduzioni degli utenti, quindi voi potete andare sul sito a guardarvi gli interventi che altri hanno tradotto, e sono una marea.


La licenza sotto cui vengono pubblicati i Talk è una CC-BY-NC-SA che significa che siamo perfettamente liberi di creare opere derivate da quelle, a patto di non farne usi commerciali e condividere i derivati sotto le stesse condizioni (se guardate bene è la stessa licenza sotto cui pubblico i contenuti originali di questo blog).


Posto per concludere un paio di video:


un divertente breve intervento di Derek Sivers sulla nascita e la vita di un "movimento". Non dimenticate di attivare i sottotitoli in inglese.




E un meno breve intervento di Dan Braber (chef americano) su sviluppo sostenibile e allevamento di pesce (i sottotitoli in italiano dovrebbero già essere attivi.


martedì 30 marzo 2010

Libertà vigilata

Stavo seguendo la conclusione al fotofinish dello scrutinio piemontese (elezioni regionali), ricaricando compulsivamente la pagina web del sole 24 ore con i risultati.


Nel tentativo di distrarmi ho iniziato a vagare per la rete, passando anche per il blog di Grillo, con cui ero particolarmente arrabbiato. Li ho trovato la solita rubrica di Travaglio, che proponeva un tema particolarmente interessante: gli abusi da parte della polizia, e libertà di manifestazione del proprio pensiero.


E così ho scoperto che


Due grafici di Sky hanno rischiato di finire in questura prelevati dalla Digos, per aver appeso in ufficio un A4 con la frase di Quintiliano citata da Luttazzi la sera prima: "Odiare i mascalzoni è cosa nobile".


Ribadisco il punto: una citazione appesa in ufficio ha rischiato di farli finire in questura!


Il resto nel primo quarto d'ora della rubrica, buona visione:





Questo, vedete, è un esempio del perché, su certe cose, bisogna stare sempre attenti.


Gli abusi da parte del potere sono sempre in agguato e sempre possibili, e sono per una volta d'accordo con Travaglio, nel dire che se ci abituiamo a questo abbiamo fatto un passo in più verso la dittatura.


Intanto gli scrutini del Piemonte non sono ancora finiti, ma mancano solo 9 sezioni. E io sono sempre più incazzato con Grillo e i suoi.

mercoledì 17 febbraio 2010

Ancora sulla cattiva scienza


Non passa settimana senza che tocchi leggere di autentici scempi del buon senso e del buon metodo scientifico.

Se non avete sentito la boiata della settimana, potete andare a leggervela dove l'ho trovata io:

I meridionali sono meno intelligenti - Corriere della Sera

Il Meridione arretrato perché meno intelligente - Repubblica

La tesi di fondo è che i terroni sono stupidi ed è per questo che il sud è arretrato. La cosa che però lascia stupiti per i primi 5 secondi è che il presunto studio non viene dal dottor Calderoli, ma da un docente di psicologia in Inglese.

Mentre il Corriere non si preoccupa nemmeno di contornare la notizia con l'opportuno centinaio di stroncature, Repubblica ha invece aggiunto numerose smentite dello studio.

In aggiunta a questo vorrei solo dire che ad un professore di psicologia talmente ottuso e razzista andrebbe tolta la cattedra.

Talmente ottuso da non aver ancora capito che il QI non misura l'intelligenza, come sanno invece tutte le persone di buon senso. Il QI misura lo sviluppo intellettuale dell'individuo, quindi se non c'è una istruzione di livello, e le condizioni economiche per dedicarsi abbastanza allo studio il QI è più basso. Anche ammettendo la correttezza del metodo, e gli studiosi citati da Repubblica non sono d'accordo, starebbe scambiando la causa con l'effetto, la correlazione con la causalità.

Talmente razzista da compiere l'infamia di mettere la tesi davanti alla ricerca, truccando sistematicamente i risultati pur di arrivare a suffragare le sue ridicole tesi antropologiche. Dice addirittura che è dal 1400 che il meridione non partorisce figure di spicco nelle arti. Ringrazio Repubblica per aver affiancato all'articolo una foto di Luigi Pirandello, premio Nobel.

Il problema è perché i nostri giornalisti continuino a pubblicare notizie del genere. Sembra anche che nemmeno loro, di solito laureati, sappiano cos'è il QI (se lo sapessero, la bufala si smonterebbe da sola). E perché persino per una notizia del genere si senta il bisogno di aggiungerci il commentino di un politico. Che fastidio!

'Nuit...

domenica 14 febbraio 2010

Lavori in corso

Sto cercando di ricominciare a scrivere qui un po' più spesso, e magari a volte qualcosa di diverso dalle lamentele su questo o su quel fatto di attualità.

Intanto sto valutando di spostare questo blog.

Il punto è che comincio a dipendere un po' troppo dai servizi di Google, e anche se la grande G è un'azienda che gode della mia stima, mettere troppe uova nello stesso paniere è male...

Quindi per rendere indolore lo spostamento, prima passerò il mio feed sotto un servizio di gestione quale feedburner o pheedo, così da mantenere lo stesso indirizzo del feed anche cambiando blog.

Probabilmente comprerò un dominio, presto o tardi, e quello rimarrà l'indirizzo del mio blog anche nel momento un cui cambiassi hosting o piattaforma (o meglio entrambe).

Il mio obiettivo sarebbe passare a wordpress, così usando una piattaforma libera potrei passare in qualunque momento ad ospitare la mia copia di wordpress su netsons o su un server in cantina.

Vi informerò quando avrò cambiato il feed.

sabato 6 febbraio 2010

Violentando il metodo scientifico

Ho letto di uno studio che dimostrerebbe l'influenza della religiosità individuale nel rallentare il decorso dell'Alzheimer.

Essendo io nella peggiore cattiva fede, la cosa mi è parsa poco credibile, e dato che i medici sono purtroppo non nuovi alla cattiva statistica (presumibilmente se ne sono accorti, dato che adesso è materia di studio obbligatoria nel CdL in Medicina) ho avuto qualche dubbio.

Così ho leggiucchiato un po' in giro.

Intanto vi invito a leggere come la notizia è stata riportata dal Corriere della Sera. Si noti innanzitutto dall'articolo del corriere che i test sono stati svolti durante un anno, su un campione di 64 pazienti, e che, riporta uno dei ricercatori:

"nel caso dello studio riportato sembra essere proprio la religiosità interiore quella in grado di rallentare la perdita cognitiva. Non si tratta quindi di una ritualità cui si associano determinati comportamenti sociali, bensì di una vera e propria tendenza a credere in una entità spirituale"

Viene subito da pensare, di trovarsi davanti alla solita stampa che travisa le notizie scientifiche, come da manuale (PHDComics). La vignetta, divertentissima, rende decisamente l'idea.

Cercando in giro, ho trovato un link su un blog del sole24ore, che mi manda all'articolo scientifico completo in formato .doc, e ho potuto vedere con i miei occhi lo scempio del metodo scientifico in atto.

Inizio con le obiezioni:

  • Intanto su un campione di 64 persone, fare statistica è ridicolo. Sono tra l'altro 48 donne e 16 maschi.
  • I pazienti sono stati divisi in due gruppi in base alla "Scala di Religiosità Comportamentale" (Behavioural Religiosity Scale), e mi viene da chiedermi come fanno ad aver valutato la tendenza alla religiosità interiore, attraverso un scala che misura per via comportamentale il grado di cristianità. Perchè se voi andate a cercare le domande del test BRS sono cose come "con che frequenza vai in chiesa" o "con che frequenza guardi alla TV programmi religiosi" limitandosi quindi alle religioni dogmatiche. Un punto che tengo a sottolineare.
  • Non si capisce se i due gruppi sono della stessa dimensione, meno che mai se c'è lo stesso numero di uomini/donne.
  • Vi ricordate l'anno di test? Bene, uno studio di un anno con test ogni 6 mesi. Quindi 3 test! Uno all'inizio, uno alla fine, uno in mezzo. Tanta robba!
  • La differenza rilevata tra religiosi e non religiosi, è espressa come "peggioramento" avvenuto nel corso dell'anno rispetto a condizioni iniziali identiche. Hanno fatto i conti, con la media sul gruppo. E la differenza è del 10%. Un dato del genere può essere tranquillmente una fluttuazone statistica del campione piccolo. Non solo, le discrepanze sui vari dati sono sempre minori degli errori coinvolti, che vuol dire che nulla, ma proprio nulla, vieta che siano fluttuazioni dello stesso identico dato.
  • Non è stata trovata nessuna correlazione tra i dati e l'indice di religiosità. I coefficienti di correlazione sono tutti dell'ordine di 0,3.

Tutto questo per dire che non hanno trovato nulla, e che trovo lo studio, secondo i miei standard, quasi impubblicabile. Ricordo anche che io studio una disciplina diversa, con standard ben diversi, magari per i medici questo è perfettamente normale.

Ricordiamoci inoltre che se anche avessero trovato una correlazione rigida, non vorrebbe dire niente, perchè una correlazione non implica un causalità, perchè ad esempio entrambi i dati possono essere causati da una terza cosa.

E il fatto che questo semplice ultimo dettaglio non entri proprio in testa alla gente, è davvero ridicolo.

Ci sarebbero varie risposte possibili alle mie obiezioni, la maggior parte delle quali ci porterebbe ad un interminabile discorso sullo stato della ricerca in Italia, ma anche nel mondo

Penso che una constatazione che si può fare è intanto che il professor Manzato intervistato dall'Ansa è il penultimo autore, quindi come insegna phdcomics non sa probailmente nulla dello studio. Non si capisce perchè un'agenzia stampa debba intervistare il penultimo autore, che inoltre mi pare faccia un po' il furbo, ma magari mi sbaglio.

Inoltre posso affermare che i media generalisti non sanno nulla di come funziona la ricerca, che spesso gli studi medici sono statisticamente carenti, che il mondo è pieno di paraculi.

Anche oggi, non ho imparato nulla di nuovo.

giovedì 5 novembre 2009

Sulla presenza del crocifisso nelle aule

Premessa: non esiste nulla nella legislazione italiana che obblighi a tenere un crocifisso nelle classi. Se volete i riferimenti andateveli a trovare sul sito dell'UAAR.

Premessa seconda: Un questione del genere andrebbe trattata in un volume di 200 pagine, per brevità ne scriverò qualcuna in meno, a rassegnatevi al fatto che sia un po' approssimativo, al massimo vi rispondo sui punti dolenti...

Ho visto metà dei miei contatti iscriversi sull'odiato Faccialibro a gruppi che avrebbero la pretesa di schierarsi a difesa del crocifisso nelle aule.

Quanto ho da dire sull'argomento è davvero troppo per poterlo costringere la dentro. Dunque scrivo qui.

Credo di non aver sentito una sola argomentazione all'altezza della situazione. Negli ultimi 5 anni. Non da personaggi pubblici almeno.

La cosa triste è che per una volta nemmeno la maggior parte della gente che conosco, rispetto e stimo, ha centrato il problema (forse un paio, non di più).

Il pollaio che se ne sta facendo è in effetti enorme, ma sopporto la cosa, perchè si sta discutendo di un problema enorme: il ruolo della religione in uno stato che si suppone laico.

Il punto è che non vedo alcuna ragione per cui lo stato deve imporre la presenza del crocifisso in classe, se si continua ad affermare che la religione Cattolica non è la religione di stato.

Le argomentazioni principali sono:

  1. Noi non possiamo abbandonare le nostre abitudini per colpa degli immigrati (???!!???)
  2. L'Italia è uno stato a maggioranza cattolica
  3. Il crocifisso è simbolo della nostra cultura
  4. Gli atei sono cattivi e gli lasciamo togliere i crocifissi non potremo più nemmeno dire in giro che siamo credenti, e verrà l'apocalisse
  5. È una tradizione quindi va mantenuta

1) Non sono convinto che questo meriti di essere discusso, in quanto argomento tipicamente leghista, e se qualcuno sposato sul Po con rito celtico si erge a difensore della cristianità tanto per solleticare la paura del diverso, credo non valga la pena di ascoltarlo. Tanto per inciso, il problema non sono gli immigrati, il problema è come vivere negli stessi spazi se abbiamo convinzioni profondamente diverse sul mondo.

2) Considerare sosteniglile un posizione del genere significherebbe affermare il principio per cui chi vince le elezioni in un comune può attaccare la bandiera del proprio partito sul municipio. Punto.

3) È un simbolo della nostra cultura? Non è certo il solo! Qui non si sta discutendo della possibilità di avere un crocifisso opzionalmente appeso in classe perché in effetti, come si ricorda citando a sproposito Benedetto (nomen omen) Croce "Non possiamo non dirci cristiani".

L'argomentazione del simbolo culturale sarebbe sostenibile se fosse uno dei simboli, se noi avessimo appesi, su 6 classi, 3 crocifissi ma anche un doriforo, un uomo vitruviano, una copertina del Saggiatore. Forse la nostra cultura è solo cristiana e non deve nulla alla classicità ne alla scienza o al marxismo? (si osservi che non sto affermando che la scienza sia in contrasto con la religione)

La maggior parte dei sostenitori del crocifisso non chiede di poter appendere una croce in classe ma sta a pieni polmoni dicendo che la croce deve esserci.

4) Il timore del razzismo è quasi fondato considerato che la maggior parte della gente non riesce a non odiare chi è diverso da loro, la maggior parte degli atei sono anticattolici. Esattamente come la stragrande maggioranza dei cattolici odia gli atei. Io sono agnostico quindi probabilmente sto sulle scatole a tutti, ma con scarso trasporto :P

La questione è che la politica dovrebbe essere praticata nel tentativo di riuscire a convivere nel modo migliore possibile, e cercando di odiarsi il minimo necessario. E sostenere che contro i non credenti non si fanno prigionieri non guadagnerà a nessuno il loro rispetto e la loro stima.

5) Dire invece che va tenuto per abitudine tradizione, non entrando nemmeno del merito del suo valore, equivale a sostenere la tesi leghista di cui sopra, ma senza la xenofobia (in effetti è un passo avanti). Però si colloca tra la pigrizia di non voler mettere in discussione nulla di ciò che si conosce, e la tendenza di alcuni "ben poco credenti" a considerare l'essere quasi-cattolici come la tassa da pagare per dirsi italiani (e pensare che sia giusto così).

Il fronte dei contrari è composto per lo più da gente che crede che la religione sia un residuo medievale/oppio dei popoli/etc. etc. e che tutti abbiano il diritto di pregare, ma facendolo in casa propria, e vergognandosene. Si veda ad esempio il modello francese che proibisce anche l'esposizione di qualunque evidente simbolo religioso sulla persona all'interno delle scuole.

Io credo che se il nostro stato vuole dirsi Laico non può, come tenta di fare lanciando il sasso e nascondendo la mano (circolari del ministro Moratti), imporre la presenza del crocifisso in aula. Trovo inammissibile l'istituzionalizzazione del simbolo, non il simbolo stesso. Il motivo per cui non ci sono mai stati problemi in passato è che la sua presenza era una tradizione ben radicata nell'uso ma non imposta per legge.

Trovo inammissibile l'istituzionalizzazione del simbolo, non il simbolo stesso.

L'ho ripetuto una seconda volta, per sicurezza...

Non ho paura dei crocifissi e non mi danno alcun fastidio, credo nella libertà di espressione e religione, e credo che la gente abbia tutto il diritto di mostrare con orgoglio la religione a cui appartiene. Non voglio respingere la religione lontano dalla vita pubblica. Mi ripugna l'idea di proibire la presenza del crocifisso in classe, ma sono arrivato a pensare che sia la cosa più semplice.

In linea di principio credo che se una classe di 17enni, vuole appendersi un crocifisso in aula, e sono in accordo sul farlo, dovrebbe poterlo fare. Basterebbe un po' di buon senso. Il problema di questo modello è che ho una vocina nella mia testa che mi dice che a scommettere sul buon senso della gente si va sempre a perdere. Immaginate cosa accadrebbe se la presenza del simbolo dovesse venire discussa in un consiglio di classe delle elementari dai genitori? L'apocalisse! Se non siete d'accordo su questo non sapete cos'è un consiglio di classe!

Probabilmente proibirne l'esposizione sarebbe la cosa, per quanto ripugnante, più pratica.

Poi che una sentenza europea proibisca di tenerlo mi pare in effetti quasi ridicolo. Specialmente considerando che, come mi fa notare la Volpe, in Irlanda l'aborto è ancora reato direi che non è il caso che la menino a noi con il crocifisso. Che situazione surreale.

Il governo ha fatto ricorso. Non credo avranno successo, ma la sentenza farà la fine di quella sulle frequenze di Rete4 (cioè resterà lettera morta) e ci troveremo atei incazzati a fare ricorsi a destra e a manca perché in effetti a quel punto avranno ragione loro. Il crocifisso in classe verrà reso obbligatorio.

Come al solito non sono particolarmente soddisfatto di come ho argomentato, ma spero almeno di aver dato un'opinione meno banale della maggioranza di quelle che si sentono per TV. Dato che mi trovo meglio con il dialogo, siete pregati di farmi sapere se non siete s'accordo.

I commenti sono li apposta.